Il lazzaretto, oggi situato in via Krešimir, fu utilizzato come tale tra il 1725 e il 1812. All’epoca era considerato uno dei complessi marittimi adibiti alla quarantena tra i più moderni della costa adriatica. Fu eretto alla periferia della città, a pochi passi dal mandrać (porto) di Rijeka, dove potevano ormeggiarsi le imbarcazioni più piccole. Se la nave proveniva da aree caratterizzate da condizioni igienico-sanitarie poco sicure, i passeggeri e le merci venivano isolati all’interno del lazzaretto per 40 giorni, un termine sufficiente per determinare se ci fosse il rischio di contagio di qualche malattia infettiva. 

 

Sebbene il complesso non abbia ricoperto a lungo questa funzione, il suggestivo portone d’ingresso che dà sulla strada principale è riprova della cura che ancora oggi gli viene dedicata. Questo ex lazzaretto, cui l’architetto fiumano Antonio de Verneda aveva conferito un’impronta tardo barocca, è oggi sede della caserma dei vigili del fuoco della città. Non si tratta però di vigili qualsiasi, dal momento che proprio a Rijeka venne istituito nel 1863 il primo corpo dei vigili del fuoco professionisti della Croazia.